La nostra città
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Posto sulla riva sinistra dell'Oglio,
Canneto sull'Oglio deriva il proprio nome dalla ricca vegetazione
di canne palustri che un tempo ricoprivano il territorio verso
il fiume. Conserva edifici religiosi e civili di notevole
interesse storico-artistico, a testimonianza dell'importanza e
della ricchezza che Canneto ha avuto nei secoli, terra di
confine tra i domini dei Gonzaga e della Serenissima, che si
estendeva da Brescia sino alla vicina Asola.
L'economia del paese è caratterizzata da due principali
settori produttivi:
- il vivaio
- l'industria del giocattolo.
La
tradizione vivaistica ha radici profonde nella storia
economica e sociale del paese: fina dal XVIII secolo Canneto
era conosciuto per la produzione di gelsi da trapianto. A
partire dalla metà del secolo scorso le colture si sono
diversificate ed i gelsi sono stati sostituiti da altre specie
e varietà di piante. Oggi, i produttori locali esportano le
loro piante in tutta l'Europa; sul territorio operano decine
di aziende, d'ogni dimensione, per un totale di circa 400
addetti ed una superficie coltivata a vivaio di oltre 500
ettari.
Parallelamente allo sviluppo del
vivaismo, intorno al 1880 nasce la prima industria italiana di bambole, la
Furga, fondata da Luigi Furga Gornini. Accanto alla grande
industria "madre" nacquero numerose altre fabbriche,
di bambole e giocattoli, facendo di Canneto, dall'immediato
dopoguerra ai primi anni '70, uno dei distretti industriali più
importanti del settore a livello europeo. La crisi del
giocattolo tradizionale e gli elevati costi di produzione
hanno decimato il numero degli addetti ed imposto dolorose
diversificazioni, ma a Canneto continuano ad operare alcune
aziende, piccole e grandi, che occupano in tutto circa 600
dipendenti.
Proprio a queste due peculiari attività sono idealmente
collegate le Sezioni che costituiscono il Museo
Civico di Canneto sull'Oglio: la Sezione del
giocattolo Giulio Superti Furga e la Sezione Oglio-Chiese.
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